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giovedì 13 ottobre 2011

Violenza sulle donne: prete accusato di avvio alla prostituzione


L’Ansa ha lanciato la notizia informandoci delle accuse a suo carico scrivendo : “A don Usai la Procura della Repubblica contesta di non aver esercitato il necessario controllo sugli ospiti della Comunità e in particolare sulle donne, che erano detenute in affidamento e dovevano rispettare precisi obblighi imposti dal Tribunale di sorveglianza. Non e’ chiaro però se e quanto il sacerdote fosse a conoscenza, secondo l’accusa, di quanto avveniva nelle stanze delle ragazze. Certo e’, però, hanno spiegato i militari, che il via vai di persone estranee nei locali della Comunità era molto intenso e che la cosa andava avanti almeno dal 2005”.
Dunque, il via vai di persone nella comunità era sotto gli occhi di tutti e il patrono di questa Don Giovanni Usai, sacerdote che dirigeva la comunità di recupero “Il Samaritano” di Assolo non ha mai denunciato questo commercio del sesso.
Inoltre, a suo carico, ci sarebbe anche un singolo caso di violenza sessuale su una donna nigeriana in cambio di un lavoro a tempo determinato, poi ottenuto, che l’avrebbe messa nella posizione di regolarizzare la sua permanenza in Italia.
Le accuse sono di favoreggiamento della prostituzione e violenza sessuale da parte dei carabinieri.Violenza-sulle-donne-prete-accusato-di-avvio-alla-prostituzione-1847.html

Il Vaticano: “Sì, sapevamo dei preti che violentavano le suore”


Drammatiche rivelazioni: religiose messe incinta da sacerdoti venivano costrette ad abortire. Da Roma, nulla.

Edit. Per un nostro errore, e di altri, il pezzo che segue è ripreso da una fonte purtroppo molto vecchia. Il blog Clerical Whispers, da noi linkato e solitamente molto attendibile, ha riportato una notizia presa dell’Independent del 2001, senza controllare l’anno. Non è stato l’unico: tutto sembra essere stato causato dal rilancio della notizia da Richard Dawkins, noto divulgatore scientifico, pubblicata anche da lui senza riferimenti cronologici; la fonte, come notato da Malvino, ha così iniziato a fare il giro del web in maniera incontrollata. Ci siamo accodati a questo sbaglio, e chiediamo scusa ai lettori. Il fatto, arricchito di testimonianze, resta comunque vero in maniera complessiva, ma drammaticamente risalente.
Tutto il marcio nascosto fra le pieghe della Chiesa Cattolica sta venendo fuori ogni giorno di più: dopo la tragedia dei preti pedofili, altri casi di violenza sessuale all’interno dei sacri palazzi
scuotono l’opinione pubblica. Soprattutto perchè il Vaticano sta venendo costretto ad ammettere che sapeva tutto, e non ha fatto nulla.




VIOLENZE ALLE SUORE – La vicenda è drammatica, ed arriva dall’America. Il National Catholic Reporter sarebbe venuto in possesso di documenti che proverebbero come alcuni sacerdoti avrebbero violentato e, in alcuni casi, messo incinta delle suore che sarebbero poi state costrette ad abortire (documenti però non reperibili online, ma rilanciati da blog molto attendibili sulle notizie dal Vaticano).

fiaccolata a favore di prete pedofilo

fiaccolata a favore di prete pedofilo:

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Marcia pro don Marco Baresi: una bestemmia nascosta in fondo ad un messale.

Marcia pro don Baresi: una bestemmia nascosta in fondo ad un messale.
Alla fine gli adepti del comitato Free Don sono tornati in piazza, dopo un tam tam via mail mandato a tutte le parrocchie ed invitandoli a far aderire il maggior numero di persone possibile. Ignorando una sentenza che ha giungo di quest’anno ha confermato sia gli abusi che l’altrettanto gravissimo reato di detenzione di materiale pedopornografico (la Polizia riuscì a trovare 600 files pedofili guarda caso cancellati pochi giorni prima dell’arresto! – sentenza di condanna confermata per i fatti fino al dicembre 2004 ed in attesa di revisione per quelli successivi, ma i fatti precedenti, abusi e pedopornografia, ribadiamo cherestano di fatto confermati!).
E così ieri sera un manipolo di sostenitori (milioni per gli organizzatori, poche centinaia per la Questura) del sig. Marco Baresi (ex vice rettore del Seminario di Brescia) hanno “ballato, cantato e pregato” (sic) per le vie della città, mente su un maxy schermo si diffondevano le immagini del loro beniamino.
Sarebbe troppo facile commentare come vi aspettiate noi si debba fare, in giusta rappresentanza del vostro dolore che si rinnova ogni qual volta leggete simili oscenità. E altrettanto facile sarebbe postare uno dei vostri commenti arrivati già da ieri (prima ancora della fiaccolata) al nostro blog. Invece non aggiungeremo nulla che già non si sia detto.
Nulla tranne una piccola considerazione.
Pochi giorni fa in Germania il Santo Padre ha affermato (ancora una volta con grande coraggio ed umanità, direi) : “posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone vicine uno dica: questa non è la mia Chiesa, la Chiesa è una forza di umanizzazione e moralizzazione e se loro stessi fanno il contrario io non posso più stare con questa Chiesa”.
Pochi giorni dopo il Vescovo di Brescia ribadiva invece:
“sono molto contento che gli amici di Marco gli manifestino una stima intatta. Sono, infatti, convinto, e l’ho anche scritto, che Marco sia innocente. Forte di questa certezza morale considero mio dovere astenermi da qualsiasi comportamento che sia o possa sembrare un’indebita pressione sulla magistratura. Ritengo, pertanto, sia bene che io eviti ogni forma di presenza che possa essere interpretata in modo scorretto e, quindi, anche solo in ipotesi, nuocergli”.
Ecco, qua oggi ci chiediamo solo come tali posizioni: Papa + vescovo siano conciliabili all’interno della stessa Chiesa. E quanto le seconde confermino il pericolo lanciato dalle prime: il fatto che la gente (stanca, abusata, nauseata) lasci la chiesa (una certa chiesa).
Chiesa che non crediamo possa essere rappresentata in alcun modo dal piccolo corteo sfigato di ieri sera. Rumoroso, puzzolente, ma piccolo.
Un corteo che riassumerei con le parole tratte da una canzone (“Se non oggi”) inserita nel nuovo cd di Ivano Fossati:
“una bestemmia nascosta in fondo ad un messale”.
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