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domenica 13 ottobre 2013

Scie chimiche ovunque


TG1 RAI. Lo hanno detto anche nel 2007. Le scie chimiche esistono

NEL 2007 ce l'hanno detto... ma a molti evidentemente è sfuggito... questa è una buona occasione per riguardare e condividere questo video verità. La Geoingegneria esiste da quasi 20 anni, e gli esperimenti a cui ci sottopongono non si limitano a far piovere o no, ma a ben altro...


TG Sardo Videolina in collaborazione con Comitato Sardo contro le scie chimiche


mercoledì 9 ottobre 2013

Olio d’oliva contraffatto

Olio d’oliva. Un alimento che, soprattutto nelle diete tipiche del nostro Paese, non manca mai a tavola. Ma siamo sicuri di ciò che mangiamo?
In Italia vengono prodotti tre tipi di olio diversi:extravergine, vergine e lampante. I primi due sono commestibili, il terzo, invece viene “lavato chimicamente” per essere reso commestibile. Tra i tre il più pregiato e consumato dagli italiani è l’olio extravergine di oliva.
Questa pratica è legale ed è regolamentata dal Consiglio Internazionale dell’Olio di Oliva. Il Consiglio non è altro che un Istituto internazionale che raggruppa le nazioni produttrici di olio d’oliva, e che determina i parametri a cui attenersi per rientrare all’interno degli standard qualitativi.
All’interno di questo contesto, in cui, miscelando tipologie diverse di oli si possono raggiungere i parametri qualitativi richiesti, si inserisce il “mercato del falso”. Chi produce l’olio, infatti, può limitare la sua produzione, importando la materia prima dall’estero e trasformandola, rendendola a suo piacimento extravergine o vergine.
E proprio in questi giorni, Il Fatto Quotidiano ha pubblicato alcuni stralci di intercettazioni telefoniche che riguardano il caso in cui sarebbero coinvolti Patrizio Salvadori, titolare dell’omonimo oleificio fiorentino, e Francesco Fusi, presidente dell’Azienda Olearia Valpesana di Monteriggioni.
Grazie a un telefono intercettato dalla Guardia di Finanza di Siena, Fusi viene arrestato; a lui saranno contestate le colpe, ancora da confermare, di: associazione a delinquere, frode in commercio, sofisticazione alimentare, falsità in registri ufficiali.
Ma guardiamo nello specifico cosa sarebbe successo secondo gli inquirenti.
Nell’estate del 2011, durante una verifica fiscale, sarebbero stati scoperti alcuni registri segreti della Valpesana, una sorta di documentazione extra-contabile. Quaderni, raccoglitori, schede in cui sembra fossero descritte le procedure, anche chimiche, per  “correggere” l’olio sfuso che l’azienda avrebbe acquistato in quantità ingenti in Italia, Spagna, Grecia e Tunisia. Da qui, l’arresto di Fusi e l’accusa, ancora da accertare, di aver modificato l’olio con modalità che avrebbero violato le normative vigenti.
Quell’olio, dalle analisi, avrebbe fatto registrare un’alta concentrazione di perossidi, dei composti chimici che indicherebbero la tendenza dell’olio all’irrancidimento, e di acidità.
“Bisognerà che tu mi mandi (un olio) con una parvenza di extravergine” queste le parole che Fusi avrebbe rivolto a Salvadori, in base agli stralci pubblicati da Il Fatto.
Una bella gatta da pelare per Fusi che teme per la “salute” del suo ricco portafoglio di clienti, tra cui spiccano nomi come CarapelliMonini, Azienda olearia del ChiantiCoricelliDe Cecco. Tutte aziende estranee ai fatti e da considerare vittime del presunto raggiro.
Salvadori avrebbe patteggiato la sua posizione, riuscendo a risolvere le sue grane giudiziarie, Fusi, invece, avrebbe cercato di difendere la sua posizione, respingendo le accuse e affermando che: “Tutto l’olio sequestrato mi è stato restituito. Rispettava le normative vigenti”.
Per venire a capo di questa intricata tela di Penelope si dovrà attendere ancora il responso del giudice che dovrà decidere se rinviare a giudizio gli imputati o proscioglierli.
E voi, conoscete l’olio che mettete sulle vostre tavole?
Fonti articolo:

lunedì 30 settembre 2013

lunedì 7 gennaio 2013

Truffe on-line (Link San Paolo)


Attenzione alle truffe on line
Negli ultimi tempi si sta diffondendo anche in Italia una modalità di truffa on-line (nota come "phishing") che, 
senza violare i sistemi di sicurezza  della Banca, punta a catturare in modo fraudolento i codici di accesso 
all'Internet Banking dei clienti.  
Ciò avviene attraverso la ricezione di una e-mail, che sembra inviata dalla banca stessa, in cui si richiede di 
accedere ad un link (che sembra riportare al sito ufficiale di tale banca) e di inserire i propri codici di accesso. 
In realtà, seguendo le istruzioni riportate, il cliente si collega al sito del truffatore e ad esso trasmette le 
informazioni personali inserite  
UN CONSIGLIO PER TUTTI: ENTRARE IN LINKS SANPAOLO DIGITANDO DIRETTAMENTE NEL 
BROWSER L'INDIRIZZO DELLA SOLUZIONE INTERNET O DEL SITO IMPRESE .
In altri casi, le e-mail contengono un allegato che, se aperto, installa sul  computer un programma per 
permettere al truffatore di accedere alle informazioni riservate presenti sul computer del cliente oppure di 
"vedere" quello che il cliente sta digitando sulla tastiera del proprio pc (fenomeno noto come "key logging"). 
Per queste e ulteriori minacce è importante proteggere il proprio PC .
Più in generale si consiglia di seguire alcuni semplici accorgimenti per tutelare l'integrità del proprio PC e la 
sicurezza dei propri codici di accesso: 
• Non comunicare a nessuno i propri codici di accesso ai servizi di Links Sanpaolo e cambiarli 
frequentemente;  
• Verificare sempre la data e l'ora di ultimo accesso presente in home page di Links Sanpaolo;  
• Diffidare delle e-mail che, spacciandosi come inviate dalla Banca, contengano link per effettuare la 
login al sito o richiedano di visualizzare file allegati;  
• Non aprire e cancellare e-mail ritenute sospette;  
Prestare la massima cautela nell'utilizzo di PC che possano essere condivisi con altri utenti (es. in ufficio, negli 
internet cafè), verificando che gli stessi non prevedano il salvataggio automatico delle password. 
Nel caso in cui si fossero ricevute e mail sospette apparentemente provenienti dalla Banca, 
si invita a contattare immediatamente il Customer Service, la propria Filiale o il numero 
verde 800.235.367. Gli operatori  saranno in grado di acquisire l'informazione sul caso e 
fornire tutta l'assistenza necessaria.  
Nel caso poi si fossero per errore già inseriti i codici personali seguendo le indicazioni di 
una e-mail sospetta, si invita a modificare immediatamente la password attraverso la 
funzione "Cambio password" presente nella sezione "Il tuo profilo"di Links Sanpaolo.

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